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TREVISO. Disegnare la casa in base alle proprie esigenze, non solo fisiche ed economiche, ma mentali. Trovare nella casa un luogo accogliente, ergonomico, ma soprattutto terapeutico. Arrivare a disegnare la propria abitazione grazie anche all’assistenza di uno psicologo.

È questo il senso del progetto (o del metodo lavorativo) “InterioD”, ideato da Carla Palù, titolare dello studio di Architettura CùDesign di Ormelle, e da Tito Sartori, psicologo e psicoterapeuta trevigiano che risiede ora a Stoccolma.

Sarà presentato sabato alle 15, presso la “Speech Arena Inhabits” allestita nella corte del Castello Sforzesco di Milano in occasione del Fuorisalone, eventi dedicati all’abitare e all’architettura che ogni anno attraggono centinaia di migliaia di appassionati e tecnici. Lo scopo della presentazione è raccontare i diversi aspetti di una «progettazione sistemica», la psicologia a supporto dell’architettura permette di «individuare i desideri “reali”, le “vere” aspettative sul progetto» spiegano Palù e Sartori, «sono i desideri latenti che innescano un processo di “ristrutturazione” e di “ rinnovamento” perché ciò che si desidera cambiare è anche molto altro. La casa può essere quindi anche un logo terapeutico». Prima di chiamare i muratori, semplificando, bene disegnare accuratamente le piante e le viste della “futura casa” valutando non solo il design, ma quello che più “fa stare bene”.

«Lo spazio fisico e lo spazio mentale in realtà sono uno conseguenza dell’altro, legati in modo univoco al nostro benessere quotidiano» spiegano i due professionisti trevigiani la cui presentazione, a Milano, si annuncia molto curiosa.

 

Fonte: La Tribuna di Treviso